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Filtrazione e qualità aria indoor: la nuova classificazione prevista dalla ISO 16890

  • Filtrazione e qualità aria indoor: la nuova classificazione prevista dalla ISO 16890

7 Settembre 2018

Ventilazione Meccanica Controllata e filtrazione dell’aria: pubblicata e in vigore la nuova ISO 16890 per la classificazione dei filtri, intitolata “Filtri d'aria per ventilazione generale - Parte 1: Specifiche tecniche, requisiti e sistema di classificazione dell'efficienza basato sul particolato (ePM)”

La filtrazione dell’aria è uno dei passaggi fondamentali della Ventilazione Meccanica Controllata in quanto permette di purificare l’aria esterna o ricircolata, trattenendo le impurità migliorando così in modo decisivo il comfort abitativo e la salubrità degli ambienti.

La classificazione dei filtri presenti sul mercato è attualmente regolata dalla UNI EN 779:2012Filtri d'aria antipolvere per ventilazione generale - Determinazione della prestazione di filtrazione”,  che è stata sostituita a far data dal 1° luglio 2018 dalla nuova norma ISO 16890, che ha apportato un cambiamento epocale per il settore della filtrazione.

La nuova ISO 16890 dal titolo “Filtri d'aria per ventilazione generale - Parte 1: Specifiche tecniche, requisiti e sistema di classificazione dell'efficienza basato sul particolato (ePM)” ha introdotto un nuovo e più preciso criterio di classificazione dei filtri.

Fino ad oggi la classificazione dei filtri veniva basata solamente sulla massa (misurata in grammi) di impurità di diametro prestabilito trattenute dal filtro in un tempo dato. Il test era effettuato facendo passare un flusso d’aria contenente una massa 100 di particelle di diametro di 0.4 micrometri (μm) attraverso un filtro per un tempo definito ed analizzando la massa di particelle trattenute: un filtro attraverso il quale siano passati 100 grammi di particelle calibrate e ne avesse trattenuti 45 grammi, sarebbe stato classificato come efficiente al 45% e quindi classificato come M5.

Si tratta di un metodo semplice e facilmente ripetibile, caratterizzato tuttavia da un limite evidente: non tutte le polveri presenti nell’aria hanno diametro di 0,4 μm. Al contrario, le polveri più nocive sono proprio quelle più fini.

Il nuovo metodo di prova per la classificazione dei filtri secondo la ISO 16890 è stato pensato per ovviare a questa criticità e prevede il passaggio di polveri di diametro crescente attraverso il filtro, in modo da classificare ciascun filtro in virtù della sua efficienza in relazione alle polveri sottili dei vari diametri: Pm10, Pm2,5 e Pm1.

A titolo esemplificativo consideriamo i pollini, polveri che hanno una dimensione compresa tra i 10 μm e il 100 μm. Si può affermare che un filtro che si classifichi come idoneo a trattenere il Pm10 è un filtro antipolline.

Da luglio, utilizzando il nuovo metodo per il test, si considera la capacità di accumulo di Pm10, Pm2,5 e Pm1 per ciascun filtro considerato.

Un filtro potrà ad esempio essere classificato: Pm1 50%, Pm2,5 65% e Pm10 75%.
Avrà in questo caso arrestanza del 50% per le polveri di diametro inferiore a 1 μm, del 65% per polveri di diametro inferiore a 2,5 μm e del 75% per polveri con diametro inferiore a 10 μm.

Il nuovo metodo va quindi a individuare 4 famiglie di filtri con un gran numero di sottogruppi:

Imparare a comprendere l’efficienza di un filtro è fondamentale nella scelta di questo strumento essenziale nella progettazione e realizzazione di impianti VMC ben dimensionati ed efficaci. Partendo quindi dalla nuova classificazione per i filtri d’aria, prossimamente tratteremo i criteri con cui scegliere il sistema di filtrazione ideale per le proprie necessità.

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